

CHE COSA SIGNIFICA HACCP ?
La Normativa
Le
recenti disposizioni legislative riguardo l’utilizzo dei materiali di
rivestimento dei locali ove si conservino, si confezionino o si consumino
alimenti, sono ora non solo notevolmente differenti a quelle precedenti, ma
sicuramente più stringenti.Le precedenti leggi rispondevano a criteri generici
di igienicità, ma il recepimento delle direttive Europee impone una metodologia
di controllo di nome HACCP che si
propone di verificare se un materiale di rivestimento come una pittura sia in
grado di soddisfare precisi criteri.
I Rischi
Secondo
la metodologia HACCP quali possono
essere i pericoli per gli alimenti ?
Proviamo a raggrupparli in 3 tipologie di rischio:
a) DI TIPO FISICO
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Presenza di muffe, lieviti ed in generale di microrganismi in particolare negli ambienti di lavorazione alimenti (salumifici, cantine, caseifici, ecc.) con ulteriore peggioramento della situazione nel caso in cui si abbiano componenti biodegradabili della pittura, difficili asciugature dopo il lavaggio, basse traspirabilità con accumulo di condensa e umidità nelle pareti fredde. Presenza di uova di insetti all’interno delle microfessure lasciate libere dalla pittura. |
b) DI TIPO CHIMICO
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Liberazione di vapori nocivi per gli operatori, di ordine fisiologico per i solventi all’interno del prodotto o per reazione chimica ad alte temperature (forni) o al lavaggio con detergenti non idonei |
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Cessione di sostanze come piombo, cadmio, cromo VI. |
c) DI TIPO particellare
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Cattiva aderenza della pittura con distacco di
piccolissime parti di essa e conseguente contaminazione degli alimenti. |
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Deterioramento nel tempo della pittura. |
L’Ambiente
L’ambiente
tipo è delimitato da pareti rivestite da una pittura ed adibito alla
produzione, al confezionamento e al consumo di alimenti. Le prove devono essere
quindi comprensive di tutti i casi possibili sia per tipologia di ambiente che
per alimento. Anche il consumo di alimenti durante i lavori di pitturazione
dovrà avvenire senza alcun rischio.
I requisiti necessari
Il prodotto
verniciante per rispondere ai suddetti rischi dovrà avere i seguenti requisiti:
1)
STABILITA’ MECCANICA E CHIMICA
Significa ovviare
ai rischi di tipo fisico già descritti (tramite microscopio verificando l’assenza di difetti superficiali) e la
resistenza come impone il D.P.R. n.327
art. 29 “al lavaggio con l’impiego di soluzioni
detergenti e disinfettanti o con acqua potabile abbondante”
Tra le norme
ISO ed UNI esistenti la ISO 11998 per la determinazione della resistenza e
l’abrasione ad umido è la più severa, tuttavia, il prodotto in questione non dovrà solo rispondere a
quest’ultima ma resistere anche ad “un
lavaggio energico con sanificazione” come le norme prescrivono (si
utilizzeranno un tensioattivo, una soluzione di ipoclorito di sodio, di NaOH e
di HCl).
2)
CESSIONE IN FASE LIQUIDA
E’ possibile che
durante il lavaggio l’acqua utilizzata venga a contatto con gli alimenti o che
per qualsiasi motivo questi ultimi vengano a contatto con le superfici
pitturate. Si deve perciò dimostrare l’idoneità per un contatto di 2 ore a 40°C
con alimenti a base acquosa comprovando l’idoneità ad un contatto di 24 ore a
40°C con solvente simulante acqua distillata, verificandone perciò la non migrazione di alcuni componenti della
pittura e rispondendo alla D.M. 21 Marzo 1973 sulla disciplina igienica. E’
ovvio che tutto ciò implica osservare i CRITERI ECOLABEL 7 e 8 e quindi
l’assenza delle sostanze tossiche (mediante gascromatografia) identificate da
tali criteri.
3)
CESSIONE IN FASE GAS
Occorre verificare
quali sono le sostanze rilasciate dalla pittura nell’aria in termini di contaminazione dell’alimento e di diffusione dell’odore, senza
tralasciare l’aspetto che la stessa atmosfera è veicolo per la diffusione di microrganismi.
In relazione
alla contaminazione il VOC (contenuto di solventi organici volatili) deve
essere < di 30 g/L (< di 200 per pitture lucide) e il contenuto di
idrocarburi aromatici volatili < 0,5% (< 1,5% per pitture lucide).
In
riferimento agli odori ci si deve accertare della completa assenza di residui
fastidiosi, la prova viene effettuata con metodica UCSC che risulta troppo
lunga per essere qui descritta.
Per quanto
concerne le prove per la diffusione di microrganismi esistono diverse
metodologie dove la strada maggiormente seguita è quella di inoculare dei ceppi
di microrganismi all’interno del film osservandone un’eventuale crescita.

Le
caratteristiche dei nostri nuovi prodotti ecologici
In
particolare se venissero effettuate le seguenti prove i test dimostrerebbero
che l’idropittura ECOTREND, (ed in parte anche l’ECOPAI)
e lo smalto acrilico DROP sono idonei a superare le prove
elencate nella seguente tabella e quindi ad eliminare tutti i fattori di
rischio previsti dalla metodologia HACCP.
Nel caso in cui vi venisse richiesto da un’autorità sanitaria o
da chiunque altro di applicare un materiale veramente ecologico conforme
all’HACCP i 3 nuovi prodotti della MASTELLARI Colori saranno la
soluzione ai vostri problemi senza sacrificare nulla dal punto di vista
qualitativo.
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PROVA effettuata |
SCOPO della prova |
NORME di RIFERIMENTO |
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Esame della superficie |
Verifica dell’assenza di difetti superficiali |
Metodica Interna |
|
Abrasione ad umido (lavabilità) |
Verifica della lavabilità e |
ISO 11998 e relative modifiche |
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Cessione in fase liquida |
Verifica assenza di cessione durante il lavaggio ed il contatto momentaneo con alimenti |
D.M. 21/03/73 (alcune parti) |
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Analisi secondo criterio 7 ECOLABEL |
Verifica assenza componenti nocivi |
Decisione Commissione UE 15/12/95 |
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Analisi secondo criterio 8 ECOLABEL |
Verifica assenza componenti classificati |
Decisione Commissione UE 15/12/95 |
|
Contenuto VOC e idrocarburi aromatici |
Conformità ECOLABEL |
Decisione Commissione UE 15/12/95 |
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Crescita muffe |
Verifica dll'attitudine a non propagare microrganismi |
Norma francese omologata NF-X-41-520 |
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Assenza di odori |
Verifica di odori molesti |
Metodica Interna |
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Caratteristiche |
Prodotto |
Campo di utilizzo |
|
|
Ottima stabilità
meccanica |
DROP ECOTREND. |
ü |
Ambiente ove si necessiti massima lavabilità, atosiccità ed iginienicità come: OSPEDALI, SCUOLE, UFFICI PUBBL., COMUNITA', PALESTRE, ecc.. |
|
Ottima resistenza
al lavaggio anche con soluzioni detergenti e disinfettanti |
DROP |
ü |
Ambienti dove vengono prodotti, confezionati e consumati qualsiasi tipo di alimento come: PANIFICI, SALUMIFICI, INDUSTRIE ALIMENTARI, BAR, RISTORANTI, MENSE, ecc.. |
|
Idoneità al contatto
momentaneo a temperatura ambiente con alimenti a base acquosa |
DROP ECOTREND |
ü |
Tutti gli ambienti come quelli suddetti dove di necessiti la massima |
|
Assenza di sostanze potenzialmente cedibili e pericolose ed un contenuto di sostanze volatili inferiore a quello previsto dalla UNIONE EUROPEA |
DROP ECOTREND ECOPAI |
|
protezione contro
la formazione di muffe.In alcuni ambienti infatti la presenza di condensa,
vapore fumo o di lieviti |
|
Ottima resistenza alla proliferazione di muffe, alghe, muschi e licheni |
E ECOTREND |
|
e fermenti come nei panifici,
pastifici, industrie del vino e della |
|
Completa assenza di odori fastidiosi |
DROP ECOTREND ECOPAI |
|
birra, caseifici,
ecc |
La descrizione di un protocollo di verifica dell’idoneità all’impiego di vernici per ambienti con presenza di alimenti costituisce un passo decisivo verso la formulazione di una reale “coscienza ecologica”, che sarà nei prossimi anni un elemento di primaria importanza nello sviluppo e nell’utilizzo dei prodotti vernicianti.
Le metodologie sono in continuo sviluppo ed affinamento e sono fondamentali per affrontare le problematiche del minimo impatto ambientale, nel modo più razionale possibile costituendo anche un contemporaneo progresso tecnologico delle stesse pitture. Una pittura ecologica in questo specifico caso significa soddisfare criteri che altrimenti non verrebbero affrontati con la dovuta presa di coscienza ed, allo stesso tempo, si è obbligati a formulare prodotti di qualità superiore se si vuole soddisfare proprio tali rigidi criteri.
Dott. Matteo Mastellari
Responsabile tecnico Mastellari Colori