

Perchè utilizzare MICROFIX: i vantaggi
Prodotti in fase
acquosa come i primers ed alcune tipologie di vernici, seppure trovando la loro
collocazione sul mercato per i notevoli vantaggi di ECOLOGICITA’, hanno avuto
per tantissimi anni delle notevole difficoltà nel riprodurre le performances
dei prodotti a base solvente. In modo particolare in Edilizia ed ancora di più
nella decorazione delle facciate, lo scarso livello di penetrazione dei
fissativi all’acqua ci induceva a sconsigliare l’utilizzo di questi ultimi,
soprattutto in presenza di vecchie pitture, perché non in grado di consolidare
con sufficiente profondità. La ricerca dell’economicità nei materiali di
costruzione pone l’applicatore davanti a problematiche inerenti a supporti a
volte non idonei ed allo stesso tempo di soddisfare una maggiore sensibilità
nei confronti dell’ambiente e della propria salute. Il MICROFIX, come potrete constatare dai test effettuati, unisce gli
aspetti positivi dei primers a solvente utilizzati nell’edilizia a quelli
propri di quelli all’acqua, aggiungendo se era possibile, anche delle
prestazioni del tutto innovative dimostrate dalle prove qui sotto riportate.
A tutto questo si accompagnano oltretutto dei vantaggi economici di tutto
rispetto visto l’aumento dei solventi negli ultimi anni.
Perchè si sono raggiunti i prodotti a solvente
Il MICROFIX è un prodotto
formulato con una speciale dispersione acrilica ultrafine che gli permette di
ottenere un livello di penetrazione pari ad un fissativo a base solvente. Il diametro delle particelle è di
dimensioni fino a 7,5 volte minore
di quelle che compongono le altre dispersioni utilizzate per i comuni primers
all’acqua e questo è possibile notarlo anche unicamente dall’aspetto nel
quale si presenta. Nel grafico a fianco vengono posti a confronto in NM i
diametri minimi e massimi delle diverse dispersioni con quella utilizzata per
formulare il MICROFIX. Questo comporta una penetrazione
anche attraverso più strati di vecchie pitture di molto superiore ai fondi
all’acqua di vecchia concezione che
tendevano spesso a “pellicolare”. Ciò provocava un effetto fastidioso al
momento dell’applicazione della finitura ed era indice del fatto che il
principio attivo non aveva raggiunto in misura sufficiente il sottofondo e non
aveva svolto la sua funzione equalizzante e consolidante che sono
caratteristiche fondamentali per un primer. Un fissativo di questo tipo
possiede quindi anche ottime prerogative
di traspirabilità e si presta ottimamente al consolidamento di vecchie pitture
minerali o di preparazione all’applicazione di queste ultime comportando perciò
una versatilità d’impiego del tutto innovativa.
Il potere consolidante
Si sono applicati a
pennello su una lastra di fibrocemento una pittura farinante nella maniera
seguente:
1.
Strato di 85 mn umidi sul 100% della superficie
2.
Strato di 85 mn umidi sul 80% della superficie (totale= 170 mn umidi)
3.
Strato di 85 mn umidi sul 60% della superficie (totale= 255 mn umidi)
4.
Strato di 85 mn umidi sul 40% della superficie (totale= 340 mn umidi)
5.
Strato di 85 mn umidi sul 20% della superficie (totale= 425 mn umidi)
Con 24 h a 23° C e
50% di umidità relativa tra una mano e l'altra.
Si è applicato
successivamente a pennello MICROFIX su 1/3 della superficie del supporto allo
scopo di valutare poi più prodotti sullo stesso pennello. Si è fatto asciugare
per 24 h e 50% di U.R. e successivamente abbiamo applicato una o più bande
abrasive su tutta a lunghezza del supporto. Abbiamo infine staccato le bande
adesive e valutato visivamente il potere legante e consolidante in funzione del
numero di spessore di starto farinante confrontando ovviamente il risultato con
altri primers. Il risultato è riportato nel grafico a fianco.
Le caratteristiche di Antiefflorescenza
Si sono applicati a
pennello su una lastra di fibrocemento una pittura farinante nella maniera
seguente:
Si è immerso il supporto
di fibrocemento in una soluzione di sali (NaCl 1% - MgSO4 1% - CaCl2 1% - KBr
1%) per 48h. Dopo avere fatto asciugare il supporto per 24h a temperatura
ambiente e avere sigillato i bordi del supporto con un mastice siliconico si è
applicato a pennello il MICROFIX. Dopo altre 24h abbiamo posto il supporto in
un recipiente contenente acqua avendo cura di mettere a contatto con l’acqua il
lato non trattato ed a contatto con l’aria dell’ambiente la parte trattata. La
differenza di umidità tra i due lati del supporto crea un gradiente di migrazione dell’acqua e dei sali all’interno
dello stesso supporto. Questa migrazione o risalita dei sali avrà come effetto,
come tutti sappiamo, la comparsa delle efflorescenze a meno che il MICROFIX non
compia un adeguato effetto barriera. Dopo 7 giorni si è misurato
qualitativamente il livello di efflorescenza valutando una scala da 0 a 10
(graf. a fianco).
Come si può notare la dimensione delle particelle non influisce sul potere di
bloccare una risalita di sali, ma sono le particolari caratteristiche
del MICROFIX che ne fanno un primer con un ottimo effetto barriera in modo
particolare nei confronti di quelli a solvente.
Le capacità di facilitare l'adesione
Dopo avere applicato
un rivestimento farinante sul solito supporto e dopo avere atteso 24h a 23°C e
50% di U.R., abbiamo applicato MICROFIX nella misura di 100 gr/mq. Si è atteso
un altro intervallo di tempo di uguale lunghezza e si sono applicate 2 mani a
pennello di un rivestimento di qualità superiore. Il sistema ottenuto è stato
tenuto 14 giorni a 23°C e 50 % di U.R. prima di effettuare la misura di
adesione a secco. Il sistema è stato tenuto anche 14 giorni a 23°C più 7 giorni
a 55°C e 100% di umidità con relativa di essiccazione di 48h per misurare
l’adesione dopo invecchiamento ad umido. I risultati sono sul grafico a destra.
Come si può notare le prestazioni ottenute da un mezzo acquoso come il MICROFIX
sono simili o di poco inferiori a quelle dei sistemi a solvente abituali.
MICROFIX e la successiva pittura aderiscono praticamente nello stesso modo di
un ciclo con primer a solvente.
Per riassumere tutto ciò che è stato detto fino ad adesso:
|
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Primer acquoso |
MICROFIX |
Primer a solvente |
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Igiene/inquinamento |
J |
JJJ |
J |
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Reologia |
J |
JJJ |
JJJ |
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Aspetto del film |
J |
JJJ |
JJJJ |
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Penetrazione |
J |
JJJJ |
JJJJ |
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Adesione |
J |
JJJ |
JJJJ |
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Potere consolidante |
JJ |
JJJJ |
JJJ |
|
Effetto antiefflorescenza |
J |
JJJ |
JJ |
Dott. Matteo
Mastellari
Responsabile tecnico
Mastellari Colori